BOLOGNA E L'UNIVERSO CIRCONCISO DI LUGLIO
Magari capita anche a voi di stare dentro un vaso di pandora. di profumo. L'obiettività slegata. è Luglio, un esame alle spalle e la città di burro e tortellini spalmata su un divano che mi guarda e dice. sussurra. Cosa diavolo ci fate ancora Voi. Stranieri. Qui. é la rete metallica dei rapporti interpersonali, è la mappa traslucida delle serate multicolori. Sono le mille cose, i mille volti. Tutto prima di tornare a casa.
E stando nel limbo è come un acquario. siamo pesci, la nostra pelle ruvide scaglie. Inquiete notti, mentre le piazze notturne mano a mano si spopolano, quell'universo di diseredati-fuorisede si stinge lentamente...lentamente....è sola un'altra estate, tornerà Settembre.
L'universo pallido e amorfo di luglio rivela spettacolari notti stellate in piazza Maggiore. La Piazza. con quella bellezza. Qualche sera fa c'era un certo Francesco Rosi, a presentare il suo "i Magliari" del 1955, con un Alberto Sordi da squisiti monologhi strappa-risate e poi Rosi, un monumento del cinema italiano laggiù, su un palco, a spiegare che sono solo immagini proiettate su un lenzuolo bianco ed enorme. Un lenzuolo, capace però di scavare dentro, con le unghie e tirar fuori emozioni che la sola parola emozioni svilisce. Credetemi. Quella vecchia storia della passione del cinema.
ecco. Rimanere a luglio tra i vicoli impolverati e i dipartimenti vuoti, a Bologna, significa anche questo. Incappare nella regal piazza, sentire l'eco di bei concerti vicini/lontani (vedi Ferrara), scorgere ritagli di strade tipo Vicolo Bolognetti, dove dal 9 luglio, ogni venerdì fino alla fine del mese, proiettano film di Mario Bava. Esperienza unica. E se non avete mai sentito questo nome, provate a chiedere informazioni a un certo Quentin Tarantino, che lo adora tanto da citarlo in ogni dove, persino nei ringraziamenti al termine di Kill Bill 2.
è come se questa città respirasse cinema. è non voler vedere altro. I volti stanchi, turistici, abbronzati o meno abbronzati...la febbricitante attesa di lasciare il covo caldo cittadino. Mentre i miei occhi vedono solo queto silente rumore di cinema, che si muove sottopelle, nella città. In cerca di immagini. Di sogni.
poi capita, che venerdì scorso, 16 luglio, dopo la proiezione del film di Mario Bava "Cinque bambole per la luna d'agosto" abbia fatto seguito un film, semi-opera prima. "The Human Film" di Walter Ciusa, road movie fedele e intelligente sulle vicissitudini di un americano a Bologna, un certo Ted, a detta di molti, l'americano più famoso di Bologna..........ma questa è un'altra storia. E magari ve la racconto un'altra volta.