
- “ WHAT’S WRONG WITH YOU ? ”
- “ LET ME THINK ABOUT THAT ”
Cosa accadrebbe se la vita fosse come una tela di sabbia...no, meglio, una spiaggia. Scrivere frasi, incidendo la sabbia, e poi colpi di onde e acqua di mare che a intervalli regolari cancellano tutto. E dimentichi il passato, dimentichi la scritta precedente.
(intanto, Guidare per Bologna. Osservare la città dalla prospettiva di un auto. Ma. Posizione, guidatore. Il guidatore, che parola trasversale e allo stesso tempo calmante, effetto tranquillante.)
Postille di vita. (The Darjeeling Limited, W.A., 2007)
So e ribadisco, non è il miglior film di Wes Anderson. Qui lo dico, lo firmo lo affermo, lo confermo. Ma è Wes Anderson. Ciò che mi pervade, sottopelle, è una complice accordanza di suoni, e la mia mente e il mio cuore stanno a Wes Anderson, un po’ come i Signori della Nouvelle Vague stavano a Hawks o compagniabella. Insomma, lo adoro per quello che è, per quello che fa. Come una bambina ama indistintamente e senza razionalità la sua fetta di pane infarcita di cioccolata.
Lui ai miei occhi è un autore e tale rimane, anche se un film risulta vagamente minore, anche se la trama non ha sviluppi interessanti e ad un certo punto potrebbe anche annoiare. Io adoro Wes per quelle tipiche sfumature e venature, propriamente sue, che io ritrovo in ogni fotogramma dei suoi film. È come tornare nel posto che hai sempre amato, il fustino dei playmobile, la scatola dei lego. Perfetto, sono a casa, ho 8 anni, e non sono mai stata così felice.
È questo che amo di Wes, i suoi cosiddetti marchi autoriali. Io li adoro visceralmente, come fossero le mie figurine in assoluto preferite, e le porterei con me dovunque, in capo al mondo.
Grazie a lui riesco perfino ad adorare lo sguardo tipicamente vago e perturbante di Jason Schwartzmann.
E soprattutto ogni cartolina che esce dalle sue mani riesce rimanere in qualche modo incastrata nei miei ricordi visivi, emozionali. Come una spilla da balia. Non è questione di comprensione sottile che possa scavare tra gli strati, no assolutamente. Qui si tratta di sintomatologia dell’affetto diretto, dell’impressione istantanea, della conquista endovenosa fulminea. Che poi colpisce anche l’apparato uditivo, perché il Wes ben sa come nutrire i suoi adepti, a colpi di vecchio rock, o perle di musica classica. Prima beatles e poi rolling stones. Come fossero biscotti inzuppati, prima nel latte poi nel caffè. Perché è tutta questione di classe ed eleganza
(e io so già che quando uscirà il film al cinema, inzupperò la mia rubrica di cinema in radio con solo musica dai suoi film. Lo so già, non tento nemmeno di fermarmi)
(e niente paura, il film in Italia uscirà con l’enigmatico titolo “Un Treno per Darjeeling”)
(e pare che la data venga procrastinata di giorno in giorno. ora pare che il film esca nelle sale it. il 2 maggio)
intanto:
Il trailer di “the darjeeling limited”
I Behind the darjeeling limited