
PERCHE’ OGNUNO FA LA PROPRIA STORIA
Monologo breve, e giovane circa una certa trasferta cinefila e così amabilmente VeNeZiaNa.
Sul perché ogni tanto si decide di prendere una strada forse inaspettata. Improvisamente è il buio, quel buio oltre la siepe del “non te lo aspetti”. Che accade dopo il buio oltre la siepe?
A modesto e personal parere, nella vita di ognuno ci dovrebbero essere ciclici momenti come questo. I momenti “buio-oltre-la-siepe”. Ed è semplicemente quando si fa forse un passo più in là del dovuto, si osa e si stravolge la propria routine. Creando un tratto del percorso del tutto nuovo.
Oltre la siepe, oggi, stasera, stanotte, c’è località Venezia, Lido. O per meglio dire “una sdraio sul lido”. La sdraio dove l’ipotetico critico non potrà mai sedersi, nei dodici giorni di torrida avventura festivaliera. Il motore mediatico ormai è acceso, polemiche, sussurri e poche grida, concorrenza perché Roma chiama e annuncia i nomi. Ma la Mostra del cinema di Venezia resta e risplende. Dall’alto del suo cinefilismo forse snob e glamour ma così dannatamente sensuale.
Perché va ammesso, perché Perché Venezia ancora richiama così tanta gente, così tanti media, così tanti pensieri e parole e azioni?
Forse una risposta non c’è.
Di certo ci sono momenti in cui provi a dare un po’ del meglio di te.
Da una sdraio, al lido, da cui osservare cinefilia impazzita, deliri critici, respirare cinema. Fondamentalmente il bello del Festival del cinema di Venezia. che si respira cinema, si guarda cinema, si parla di cinema.
Per la precisione mi trovate in un blog qui: http://radiocittafujiko.it/home/
E la mattina da qualche parte, tra le 11 e le 13 sulle frequenze bolognesi, fm 103.1
e si parte, signori