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venerdì, 22 giugno 2007
your funeral, my trial
Si è visto "Death Proof". si è litigato. ci si è rifatto l'arredo di un blog. Si è litigato e discusso. e sono arrivata al dunque che comunque sono state due ore di piacevole divertimento. che è stato bello e che comunque, nonostante alti e bassi, rimane un film di quintino-tarantino. il che significa, lasciate o voi pseudo intellettuali o critici di qualsiasi finto o vero livello ogni remora e pippa-mentale. Ma abbandoniamoci invece all'intrattenimento pop-goliardico da solletico al palato, abbandoniamoci ai sensi e dimentichiamo dogmi ed etichette e cassetti di luccicosa gnoseologia.
Continua il serial macchissenefrega delle mie dinamiche personali, e altro giro altro regalo, in avanscoperta verso il frenetico mondo delle metropoli italiane. E il sondaggione di inizio estate scatta automatico nella mia testa: meglio roma o milano? o bologna? bologna è out, milano è l'abitudine. e ho sempre votato per la seconda. con candido affettuoso taglio d'affezione. Vogliamo mettere il silenzio contemplativo della metro milanese alle 9 di mattina? contro il caos ellittico e iperbolico e parabolico della metropolinata a roma termini. vedremo quale punto assegnare, alla prossima puntata.
intanto è bello vedere una certa fetta di giudizi e opinioni indicatorie circa i miei spostamenti, ma il lato più suadente e metallico è il bordo del respiro solitario. pensare a se stessi, e solo a se stessi? possibilissimo. organizzare una trasferta-stacco in 48 ore? altrettanto possibile. stilare il decalogo della viaggiatrice improvvisata e solitaria? probabile, molto probabile. sfidare gli scioperi dei treni-in-italia? sorrisi da pasta, alla carbonara-
giovedì, 07 giugno 2007
THERE'S SOMETHING WRONG ABOUT BEING CLAIRE
looking for advice: how to melt an incredible male shyness
Quando mia madre scelse di chiamarmi Chiara e non Jessica, fondamentalmente sorrisi. Quando decido di scrivere di nuovo, fondamentalmente finisco per compiacermi, e soprattutto. Finisco per dare alla luce un'accozzaglia insensata di nuove frasi, e poco senso a incollarle, tutte, tra di loro. Quando noto una certa ricorrenza di confusione nella mia vita, legata incredibilmente a convivenza e/o case in condivisione, ahime non riesco a sorridere. Mi dispero, dannatamente mi dispero e cerco di rivestire elegantemente la mia disperazione spiegando a me stessa che non devo andare in panico, ma sto solo nuotando in una zona infestata di squali, e quello in cui sto nuotando è semplicemente della delicata e soave solitudine. in poche parole, del vino bianco secco di colore giallo paglierino chiaro, prodotto in alcuni comuni della provincia di Verona.
poi come dal nulla, ricapito qui, per impegni di un certo conto. poi mi dico che non è ciò che dico, ma è il come.
e che tutto è un po' una questione di come tutte le cose tornano, Bologna è come sempre la piscina troppo piccola in cui poche bracciate vanno a coincidere con altrui bracciate, e gli sguardi si mescolano, determinazioni si scontrano, e c'è sempre un pezzo del tuo passato professionale e sentimentale pronto a saltare fuori dalla colonna sulla destra, pronto a fissarti con occhi tra l'interrogativo e il riflessivo.
Ma non avendo chiara idea di tutto ciò, mi limito alle mie tortuose e controverse dissertazioni circa la fine arte dell'organizzazione dei festival. Anche qui, non ho idea di dove mi possa portare tutto ciò, ma almeno a questo giro ho un collega con cui condividere i miei ragionamenti. dove per condividere universalmente intendiamo annoiare e torturare. il dramma è che forse i festival mi piacciono anche per questo. e per tutta una serie di combinazioni e incastri umani e magici difficili da esplicare e poi comprendere. a un festival potrebbe accadere qualsiasi cosa, è un luogo di incontro e
scambio e. quando sto per diventare romantica, significa che le pile sono scadute
così un complicato presente che fa bruciare di intenso sentore il mio stomaco, finisce per amalgamarsi alle sottodinamiche da festival e a buffe abitudini solitudo-emozionali.
Succede infatti che barcollando approdo nella deriva del feuilleton, mi getto in pasto alla serialità, vado a caccia di nuovi 'serials'. voracità dietro l'altra, a seguire. Telefilm, telefilm, telefilm e un ottimo libro da divorare prima del sonno. Non scadrò nel qualunquismo tristofilo da nostalgia Lostiana, o nella descrizione dell'attimo in cui la porzione di finzione giunge e ti assorbe, offrendo uno specchio di qualità discutibili, argomenti opinabili, Ma variegata umanità. semplice variegata umanità. Che necessiterebbe attenzione e inchini di sorpresa alla scoperta della sit-com fresca di stampa "Boris" (in onda su fox, sky) . e quando una sit-com, italiana, sorprende e soprattutto piacevolmente, c'è solo da brindare.
Oppure. quelle giusto due o tre settimane che parlo di "ugly betty".
e quando ci sono situazioni finzionali e diegetiche che vedi ripresentarsi nella tua vita, fondalmente io sorrido. è possibile che sguardi che si strofinano e timidezza imperante tipici da corridoi liceali possano ripresentarsi sette o più anni dopo?
No, non è possibile.
la disperazione è un ago incastrato in un gomitolo di cotone?
Quando comincio a farmi troppe domande, significa che le pile sono scariche.
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