I LOVE YOU BUT I’VE CHOSEN DARKNESS…
Ho sempre pensato che “Jules et Jim” fosse un gran film...
Esistono affermazioni taglienti e momenti di lacerante introspezione.
Esistono i momenti indefiniti, dove tutto non è come nei precedenti mesi e quando accade ciò significa che quel tutto sta per cambiare, per generare mutazioni incredibili e forse. Forse.
Smetti di leggere, di capire e la transizione diviene una sorta di incongrua pausa, che non ha le sembianze di una pausa. ma molte cose sono concluse.
Si torna comunque a far finta di studiare, a far finta di ‘concretamente’ concludere un percorso universitario, mentre attorno tutto si muove e con indefinibile bellezza si torna a giocare con le parole. A uccidere istanti e minuti e ore destrutturando le viscere di un’estate che assomiglia ancora, nel mio cervello, ad una scalpitante primavera.
e. Quando tutto dovrebbe assomigliare a una finestra che si apre sul verde di una domenica mattina. E Bologna, quella Bologna che provoca saturazione e voglia di fuggire, e voglia di tuffarsi in piscine molto più grandi. Ma quella Bologna dai segreti nascosti. Come osservarla dormire, in un sabato sera di sussulti e grida cittadine per una Par Tot parata, e osservare quel buio diventare intenso e da intenso trasformarsi in tiepida luce, quando le 5 del mattino sfiorano l’orologio. E al di fuori del centro c’è un verde di colli e appennini che veglia sulla città, e in mezzo al verde spesso c’è la verità.
Quella Bologna che apre falle incredibili dentro il sospiro della notte, così incredibili da avere paura di soffocare, dentro tutto questo agglomerato di calore, emozione, cose improvvise che accadono e forse poi se ne vanno.
La fase di transizione e infine si mescola. E transizione è semplicemente l’estate che si apre. La vita mondana che si intensifica con grigliate, i concerti, vicolo bolognetti che riapre, i giardini del baraccano, i festival sparsi, l’arte e la creatività, persino mtv si è messo a ritrasmettere vecchie puntate di “daria”. La vita mondana che si intensifica. E in certi tagli inaspettati riscopri il declino e forse il piacere del caso. Il piacere di un’estate assolata ed insolita, delle carte che si mescolano ma nella maniera sbagliata.
E se nelle ultime settimane, ricucendo i pezzi, la mia vita è sembrata prima “Ragazze Interrotte”, e poi “Dawson’s Creek” e poi “Jules et Jim”, a volte forse davvero è il caso di partire, lasciare, dimenticare. e magari prima cercare di trovare un senso