L'éTé EST PRES DE MOI

quando stai per partire e la fretta incede cominci a pensare che è possibile, mandare un blog temporaneamente in vacanza. perché sfugge con indelicata velocità ogni tipo di responsabilità, dalle dita, come saponette, incatturabili. Accade. come sospiri, tazzine, porte, curiosità, incomprensione, piglio e papiri. non esistono altre parole se non la solita fretta di raccogliere ciò che serve e radunarlo in valigia. il futuro si prospetta multicolore, il presente meno, vecchi sapori da affrontare. Stilo secondo dopo secondo un prontuario per l'emergenza estate-caldo-noia.
si consigliano quintali di film e libri.
Sì, ci sono anche le novità dell'imminente stagione cinematografica. ma la pigrizia l'ha avuta vinta.
le pedine si muovono, il futuro incombe. come pedine su una scacchiera, ogni movimento è collegato e sensato. così si avanza mentre tutto attorno sembra rallentare. dicesi agosto. che terminerà il giorno 30, quando si rifaranno le ennesime valige e si prenderà un treno, direzione: Venezia.
(lido)!
CREDO DI ESSERE CONTENTA DI ESSERE NATA NEGLI ANNI 80.
All'inizio degli anni 80. in tempo per ricordare cose.
In tempo per non farsi risucchiare da un agosto che sfuma via leggero. Nelle gote troppo rosse, causa abbronzatura selvaggia e creme a basso valore protettivo. Ah, l'estate è un gran sbadiglio. Ti dimentichi di dire, con smaccata non galanteria, che - ops - anche il blog si becca il riposino estivo, te ne dimentichi mentre impugni il primo viaggio, breve viaggio. Poi torni, e ci sono serate fra porte che sbattono e pensieri che si rincorrono. l'estate mi coglie sempre troppo troppo sovrappensiero. Regredisco alla fase 2.
Guardo stupidi film che a fatica riesco a ricordare nella colonnina di sinistra, mi becco il raffreddore. Guardo anche ottimi film. Ottimi film che il giorno dopo sono su un treno e non ricordo più nulla se non che il regista era cecoslovacco. E un adattamento da alice in wonderland. e porte che sbattono. Sono incredibilmente sbadata, mai troppo comunque, nel giusto per azzeccare treni e coincidenze, la vecchia sublime arte di viaggiare leggeri, soli. Verso mete che in realtà sono volti che stai andando a rivedere, a trovare, dopo mesi o dopo più di un anno. Due settimane morse e nel mezzo e nel dopo, Bologna. Deserta, triste, desolata. I negozi aperti riescono a stupirmi. Ritoccare il suolo annuale, agosto e Bologna sembrano non coincidere sullo stesso piano, scivolano, si sfiorano ma sfuggono. Perché non c'è il contesto. Il contesto è frantumato, in briciole lungo lo stivale.
Così agosto dai colori che si confondono. Shopping, vacue idee sul futuro, grandi ampi discorsi come parabole disegnate nell'aria e indicibile fuffa che aleggia fra le dita. O incredibile incertezza che si snoda fra le gambe.
Premere tasti su un computer, o un televisore, leggere, senza pressione. Guardando film a casaccio, ché dopotutto è estate. E non è che non succeda nulla, solo diventa faticoso alzarsi, svegliarsi, guardare. Invece mi limito a vedere. A sentire. Il tempo che scorre prima che scatti il festival del cinema di Venezia, il programma ufficializzato, la giuria in via di definizione. Anche se qualche nome è già confermato. Emiliana Torrini? Ecco, c'è Emiliana Torrini nella giuria, a Venezia. Ma perché?
Scopro che ha cantato "Gollum's Song" per Il Signore degli Anelli: le due torri; ha fatto un'apparizione in un programma tv irlandese e in un talk show in Germania e ha recitato in un film islandese, Einkalìf, del 1996.
mah. Questo agosto che assapora di sempre più ampi sbadigli, come parabole o desideri, che si incastrano nell'aria.