Il Cinefilo Errante

   "Avete mai confuso un sogno con la realtà? Avete mai rubato qualcosa quando tenevate la cassa? Vi siete mai sentite tristi? Avete mai pensato che il vostro treno si muovesse, mentre invece eravate ferme? Forse ero solo pazza, o forse erano gli anni Sessanta. O forse ero solo una ragazza interrotta."

 

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giovedì, 31 marzo 2005
 

LA SOLUZIONE PER UN GIOVEDì DA LEONI è ADOTTARE LA 'E' CHIUSA

Ecco che poi uno ritorna dalle vacanze. Ma non ha nulla di interessante da dire. Destabilizzante, non ho nulla di interessante da dire. Giuro. Il bello è che ho rivisto diverse persone, e tutte con quell'entusiasmo negli occhi nelle domande, com'è sono andate le vacanze, passate bene, divertita.

Eh?!

La noia vacua, il pozzo nero, il fondo non visibile, amici o pseudo amici che ti raccontano e dicono che a dicembre, massimo massimo Marzo, si laureano. omiodio. E io che non riesco più a studiare, presa dal nascere dei festival, e l'organizzazione, e le mille comete che perforano il mio cielo ottico. Tesi, laurea?! omiodio.

Ecco, il fantasmagorico ritorno dalla vacanze. Dentro la città che ti riempie cuore e polmoni. Lontana dal posto in cui sono nata e in cui non ci voglio più, semplicemente, tornare.

È che ci sono giorni dove nemmeno il tasto 'hope' appare, no, ma neppure un colore affine o una sguardo o un sorriso che riesca a risollevarti. Solo il peso delle responsabilità. Peccato che a volte sembrano mille ed enormi energumeni messi insieme all'attacco contro di te. Peccato siano solo cose. esami. chevuoichesia.

Quindi sempre dentro il fantomatico ritorno dalle vacanze, riapri casa, ricolleghi il computer alla rete e finalmente ti vedi un film strano, ripescato dal nulla. "101 Reykjavik", solo per la vecchia curiosità, un film tratto da un libro di cui stranamente avevi sentito parlare solo da due persone, particolari. In realtà a volte, capita anche che la curiosità finisca per dissolversi dentro una macchia invisibile. Quando un film ti passa addosso, senza lasciarti nulla, e se 24 ore fa lo stavo guardando, beh è come se fossero passati mesi. Non sento nulla. Forse è troppo legato al libro, e il libro andrebbe letto, e il film comunque non sembra reggersi sulle proprie gambe, e forse il libro è davvero bello come mi hanno detto.

Poi ci sono giorni che assomigliano a delle tavolozze variopinte, e non sai che guardare, su quale colore concentrare l'attenzione e poi lo sguardo e poi. Un rumore assordante e una pausa. Fine primo tempo. 

 

e poi

Stasera la Fortitudo ha perso, ho urlato accanto ad altre quattro geniali persone davanti ai deliri del mio basket team. In delirio. Quando d'improvviso decidi di fissare il soffitto, perché guardare la tv e la tua squadra completamente in tilt, cervello staccato, sotto di dodici punti. Eh, fa male. Fa terribilmente male

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 02:02 | commenti (4)


venerdì, 25 marzo 2005
 

AU REVOIR DELLE VACANZE

Lasciar giacere il blog inattivo. Premere 'return' e muovere su, il cursore, verso l'alto, verso casa. Salutare gli amici. Pensare intensamente a intense reunion con tutta la famiglia. Chiudere la porta a vetri della propria stanza bolognese. Afferrare il libro per l'esame di cinema europeo e impegnarsi a studiare. Dimenticare di creare tre piccoli manufatti sonori. Organizzare una cena italo-giappo con vecchi amici italiani e due nuovi amici giappo. Guardare foto giappo del tuo nuovo amico giappo, Ko. Pulire la moka del caffè e chiudere la valigia. Salutare un'adorata bionda amica che se ne va sul far del mattino. Afferrare il portatile e impegnarsi a non annoiarsi troppo nei prossimi giorni a venire.

Lasciar giacere il proprio livello mondano inattivo. Premere il tasto 'hope' con fiducia sul rivedere qualche caro vecchio boliviano amico, su a Milano. Pulire gli angoli occlusi della propria testa e stirare il biglietto del treno, spiegazzato fra le dita.

Accendere il lettore cd su "Rejoiging in the hands" dei Devendra Banhart, che qualcuno ti ha lasciato sulla nera scrivania e correre verso la stazione.

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 12:29 | commenti (14)


martedì, 22 marzo 2005
 

 THE TUESDAY SESSION

 

Quando ammetti a degli estranei che vuoi fare la regista, è lì che iniziano i guai. Cominci ad aver paura dei tuoi sogni, storci il naso verso sinistra, la bocca si contrae e parti ad assumere facce improponibili. Il bello di rivelare a degli estranei ciò che a quasi ventitreanni vorresti fare da grande è che non hai la minima idea di chi stia confabulando il tutto dentro la tua testa. Quasi ti convinci che nella tua testa c'è una bambina castana di 9 anni che si ostina a dire a chiunque che il suo grande sogno è diventare una grande pianista. E invece adesso di fare la regista.

Ma distogliendo lo sguardo, come scacciando un insetto fastidioso. E le vacanze, il ritorno su a Milano. Ieri sera tornavo da casa di un amico (che potrei linkarti, ma ti leggono già troppe persone) e tagliavo nella luce delle due passate ferite nascoste e andate, ferite che erano le strade dove ho abitato fino all'anno scorso. Ritornare a respirare i vicoli sottili tra via castiglione e via s.stefano, guardare intensamente la mia vecchia strada. In tutti i sensi.

Guardare nascere e crescere sotto i miei occhi due festival. Un martedì come un altro. Bologna notturna che si agita dentro le mie vene.

 

 

E poi c'è Sabrina che mi ha appena invaso la stanza. Vado a salutarla

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 20:41 | commenti (7)


domenica, 20 marzo 2005
 

 CINEFILIA PORTACI VIA: puntata zero

 

L'ultimo post, di ieri mattina, l'ho scritto di gran velocità, radunando cose e pensieri in vista del weekend cinefilo ribattezzato anche 'cinefilia-portaci-via'. E così è accaduto tutto fino a pochissimo tempo fa, mentre percorrevo il breve tragitto verso casa, cercando di evitare lo sguardo degli impavidi abitanti della domenica mattina. Mai uscita, di recente, la domenica mattina. Tutto un altro universo, davvero.

Così, la puntata pilota dell'esperimento è andata. Ieri mattina alle ore 11.30 il prode amico Duccio ha aperto le porte della fedelissima casafondazza per la precisione ad undici pazienti spettatori cinefili. In realtà, ecco, le supposte quarantotto ore sono diventate poco più di ventiquattro ma eravamo esausti e desiderosi di sonno. E lo sono anch'io, ora, andrò a letto tra qualche frazione di secondo, ma la follia dell'originalità ogni tanto riempie così d'entusiasmo da stupire, semplicemente.

Si diceva, undici film,

  "1941 - allarme a Hollywood" di Steven Spielberg

  "Paura e Delirio a Las Vegas" di Terry Gilliam

  "C'era una volta in Messico" di Robert Rodriguez

  "B lood Sucking Freaks" di Joel M. Reed

  "Tetsuo" di Shinya Tsukamoto

  "Videodrome" di David Cronenberg

  "I Cento Passi" di Marco Tullio Giordana

  2 puntate dei Puffi

  "Altrimenti c'arrabbiamo" di Marcello Fondato

  "Citizen Berlusconi" di Andrea Cairola, Susan Gray

  "Appuntamento a Belleville" di Sylvan Chomet

undici persone, più tre curiosi ma non ammessi alla selezione ufficiale che sono rimasti a vedere solo un film. Ognuno doveva scegliere un film da portare e rigorosamente non rivelare nulla fino al vero momento dell'inizio del film. Totale -effetto-sorpresa. Undici film dalle 11.30 di ieri mattina fino alle 12.00 circa di stamattina, nessuna interruzione se non per la partenza e i primi tre giri della formula1.

Raccolti come innocenti alienati dentro una cucina, provviste alimentari, dalle lasagne di mamma alle crepes fatte in casa alle 3.00 del mattino, più o meno. Due caffettiere che continuavano a passare sotto i miei occhi, non riesco a concentrarmi e ricordare quanti caffè ho bevuto. Non ci riesco. Se ripenso a tutto il cibo sento la gastrite chiamare dolce il mio nome.

Così, tutti in pigiama e pantofole, sigarette senza conteggio, io ho un raffreddore che mi trafigge e occlude il naso e la testa e problemi tecnici di registratore da analizzare. Qualcuno arriva più tardi, i film non si interrompono, litri di caffè, le ore che scorrono assai veloci, il sonno che comincia a colpire. Non si può assolutamente uscire prima della visione di tutti i film che ciascuno ha portato, ma qualcuno cede, chi di sottecchi, chi come gli altri coinquilini che scompaiono nelle loro stanze. Pause nella maratona non sono concepite, il più inamovibile è Duccio, l'ideatore e promotore che alla fine ,eh, comunque cede durante il film da lui scelto. Io ho dormito poco e male, in parte durante "Videodrome" che non avevo mai visto e di cui non saprò mai la fine; poi son caduta addormenta, beata e rannicchiata sul divano durante tutto "Citizen Berlusconi".

 

Avevamo delle facce terribili, finire il tutto è stato un po' triste, a dire la verità. Passare del tempo così e poi lasciarsi fa sempre un po' male. La notte scorre tra deliri da non sonno e risate. Decidiamo a film conclusi di fare le votazioni, vince "Paura e Delirio a Las Vegas", film che avevo portato io, seguito dalle due puntate dei Puffi e "Appuntamento a Belleville".

Vedere film così, uno di seguito all'altro ricorda un po' gli impegni filmici dettati dai vari corsi di cinema, e senti che un certo sapore se ne sta andando ma è così semplicemente assurdo e cristallino, nella mente, poter fare qualcosa di così. Ti fa scoppiare dal ridere e poi dalla nostalgia, mentre ti togli il pigiama, pensi ad un'altra banale soleggiata domenica. Ripensi allo splatter sadomaso di Reed, pensi all'effetto sorpresa e a questo e a "Tetsuo" e a come un film possa far ridere qualcuno e disgustare altri.

In fondo il bello di quando ti godi un film sono i postumi che questo riesce a lasciarti sottopelle. È questo uno dei motivi che mi ha portato a studiare cinema. Quelle sensazioni che generano sensazioni e pensieri e riflessioni e azioni. E incollarsi ad una sedia o poltrona o divano e sentire una lunga successione di film addosso, come assumere mille droghe e sentire gli effetti principalmente solo di una di queste. Il giornalista Hunter Thompson, il pancione di Benicio del Toro, i capelli di Banderas, i non dialoghi del ciclista e della nonna in giro per Belleville.

 

E poi cosa resta? Ore di sonno da recuperare. tanto per cambiare.

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 14:33 | commenti (20)


sabato, 19 marzo 2005
 

CINEFILIA PORTACI VIA

Avete mai pensato di chiudervi per 48 ore in una casa insieme a una decina di amici e vedervi una decina di film tutti d'un sorso. Quando hai quasi ventitreanni e fai dams cinema e teoricamente potrebbero considerarti una superficiale fankazzista cinefila e in pratica ti ritrovi dentro un nucleo altrettanto così identificabile, beh, accade. dentro un weekend dal sapore sinistro.

e se qualcuno solo pensasse, beh il film di Kusturica un po' mi ha deluso. beh, le giornate vanno colorate secondo il piglio più originale. beh, tutto sommato, per essere la fine di marzo sembra un po' la fine di giugno. Quando ancora hai negli occhi e nelle vene litri verdi di birra e parole e colori e frasi come "kiss me, i'm irish" che rieccheggiano ancora nella testa. 

Quando la vita si inerpica per sentieri nascosti,  

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 10:34 | commenti (6)


domenica, 13 marzo 2005
 

 Rieducazione Pragmatica: Lezione 1: "Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou"

Ore 02:30, sgrano gli occhi e vedo con estrema lucidità il mio masochismo al più alto dei livelli raggiungibili. Proseguo nello slalom con curve a gomito e tunnel oscuri e, sebbene la clandestinità cominci ad andarmi fastidiosamente stretta, nel silenzio orientale del mio ego mi accorgo che ci sono persone in grado di calpestare il territorio blog parlando di cinema, parlando di film e delineando in maniera semplice e chiara il proprio parere e le motivazioni che ci stanno dietro, bene, perché invece esistono altre persone, come la sottoscritta, in grado di capitombolare su tale terreno e alla fine, al termine del tonfo, irrompere nel silenzio con un'ironica e fragorosa risata.

Il punto è che io:penso che questo sia uno dei film più belli visti negli ultimi mesi, dove per ultimi mesi tralascio film vecchi recuperati ma semplicemente in termini di paragone di bellezza e originalità non riesco a non fermarmi di fronte ad "Eternal Sunshine of the spotless mind", altro bellissimo film, per me. Innanzitutto consiglierei di recuperare il secondo film di Anderson, "Rushmore" scritto con Owen Wilson (il primo era "Bottle Rocket") che vede tra i protagonisti quel mio idolo che non può non essere, permettete, Bill Murray. Di conseguenza sempre non riuscendo a cancellare la mia proverbiale visionarietà e onirismo innestato, non riesco a non pensare a quanto vorrei correre e riaddentrarmi in un cinema per rivedere, ancora, questo film. Perché è bello? Perché mi abbasso a utilizzare un aggettivo brutto e disprezzato come 'bello', perché Anderson è surreale, perché l'han girato tra Cinecittà e Napoli e dintorni, perché Bill Murray è Bill Murray, perché ogni cosa è costruita con un senso, perché questa mia ultima affermazione è un damsiano delirio, perché gli attori sono un agglomerato omogeneo e fantasticamente funzionante, perché la storia è un cerchio imperfetto che si chiude, perché la colonna sonora è sublime, perché mi sono innamorata di Owen Wilson, perché Wes Anderson ha il suo stile da pazzoide fuori dagli schemi che o ami o odi, è vero, ed a me semplicemente affascina, nel suo miscelare tragedia e risa dentro un collante di pura assurdità.

Oltre a sgranare gli occhi prendo un bel respiro. È buffo come, dopo un giorno esatto, riesco a ricordare ogni particolare del sogno fatto la notte passata. La nave da crociera, lo spettacolo da preparare, certe persone.

Ammetto che nei mesi passati, sentivo parlare del film ma a livello di pura sinossi sinceramente non mi attirava. E poi "I Tenenbaum", confesso, non ho ancora finito di vederlo tutto. Eh, lo so. E poi Jeff Goldblum rispuntato da chissà dove, e la multietnicità totale del film. e le scenette col sottomarino giallo che fa tanto we all live in the yellow submarine. Eppure, nelle mie orecchie, questo film risuona come un piccolo capolavoro. Non riesco a scacciare questa cosa, è come una zanzara in una notte di torrido agosto.

 

E poi sarebbe da vedere solo per la scena in cui Steve Zissou spiega alla giornalista Blanchett che i loro caschi, rispetto a quelli ideati da Costeau, permettono anche di ascoltare la musica, e quindi il corpo da sub del barbuto Murray inizia a muoversi a ritmo (il pezzo è il primo della traklist qui sulla sinistra del blog, ingrata selezione della sublime colonna sonora).

 

Ah, il cinema a volte da soddisfazioni impagabili.

 

 

lezione 2: "Alfie"

 

Ore 01:30, sgrano gli occhi e vedo con estrema lucidità il mio masochismo al più alto dei livelli raggiungibili. Proseguo nello slalom con curve a gomito e tunnel oscuri e, sebbene la clandestinità cominci ad andarmi fastidiosamente stretta, nel silenzio orientale del mio ego mi accorgo, con disarmante scioltezza, che essere donne moderne implica anche il buttarsi a pesce in una femminile visione di un film molto 'yo-yo'. Dove 'yo-yo' sta per 'giovane'. Molto giovane.

Ebbene sì, ho visto il suddetto, nel titolo, film perché anche l'occhio vuole la sua parte. Perché se la realtà (maschile) ti delude, non è male buttarsi in un cinema e sognare. aderenti giacche sopra camice rosa, virilirtà spremuta dentro azzurri occhi e scompigliati capelli biondi e inguaribili sguardi da canaglia. Perché è bello, ogni tanto, essere stupidi e innocenti.

 

Invece il bel Giuda Legge. che gira in vespetta imitando un vecchio e sublime Michael Caine, ti scruta ferito e galvanizzato, giovane inglese uomo, vincendo la proverbiale timidezza dello sguardo diretto in camera, ti confessa velato la sua svolta esistenziale. Ti siedi in fatti nella tua poltroncina blu, accanto a uno stuolo di ragazze in fame visiva, e impari a conoscere questo dongiovanni vittima e carnefice di donne e vino, anzi meglio, donne e donne, che con avida golosità si muove scaltro e savio tra donne, e, donne. Ti snocciola i suoi sapere, e già immagini maschi in ascolto che prendono appunti, e poi la sua ascesa che diventa discesa, lascia la giovane biondina svampita, viene scaricato dalla matura Sarandon fresca e lanciata ché sembran i vecchi tempi e. Si ritrova solo, al termine di un quasi due ore di (personale)contemplazione, su un ponte, New York alle spalle, e tutti i suoi sbarbi consigli da giovine rubacuori disciolti nel blu della notte. Così rifletti. Su un triste film che a sprazzi sfoggia con triste vaneggio richiami ai più tristi dei videoclip.

E invece il buon Giuda Legge e il suo iter sentimentale. Giovane inglese uomo, ferito e galvanizzato che attraverso gli sguardi in camera decide di cambiare la sua vita e lasciare moglie e figli. Altro che Alfie e vecchie allergie da matrimonio, lui aveva più o meno ventanni quando disse l'Importante Sì, lo voglio. Ma nuove consapevolezze e nuove battute da imparare, lasciato il passato alle spalle cosa resta se non la bionda sbarbina che il buon Alfie poi molla nel film?

Così, single si resta poco. E ironici incroci sub lunari tra le arcate di un set. Quando si dice il caso

 

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 03:28 | commenti (14)


martedì, 08 marzo 2005
 

IL DEPRECABILE GUSTO DEL SOTTERFUGIO SENTIMENTAL E

LEMONY SNICKET

 

Mentre su rai1 Harry Potter si destreggiava davanti agli occhi delle sue molteplici fan, la sempre più infreddolita e svampita sig.na C. dilungava la propria anteprima-bazza a un grumoletto di amici. Il tutto per vedere l'anteprima bolognese di "Lemony Snicket - una serie di sfortunati eventi". Non ero davanti alla tv, e non sono mai stata comunque lì a posare i miei occhietti su l'Harry Potter, per cui mi scanserei da vari paragoni che ho sentito in questi settimane di frenetica preparazione delle varie anteprime, del suddetto film, in giro per l'Italia. So solo che Jim Carrey è il solito adorabile genio indescrivibile, che ti fa sussultare e gioire fino ai brividi per quanto sa essere sublime e perfetto. Era da secoli che non vedevo film per ragazzi. Forse da quando ero anch'io una regazzina, di certo ho passato due ore belle, nel piacere incancellabile di godersi un film senza vane o arzigogolate pretese, senza analisi di mezzo, solo il gusto di gettarsi dentro una strampalata avventura al di fuori del tempo, con strambi personaggi dai fiaba gotica, per una che, sottolineo, di fiabe e di gotico ne sa davvero poco. Però ne sono uscita felice, anche se i film gratis sono sempre un piacere distinto, gustata da un'avventura non troppo banale, per quella giovine generazione, ormai, di ragazzi ben cresciuti, col cinema già pronto ad educarli. Ah, le buone vecchie fiabe anni '80. ma anche le prime anni '90.

Non si sa perché ma ogni tanto la nostalgia s'insinua tra i pensieri e i paragrafi, disturbando sinceramente.

Così il buon Lemony Snicket da assaporare, col narratore misterioso che si rivela solo fra i titoli di coda. E i soliti gran effetti speciali, e i non soliti deliziosi titoli di coda decorati da un'animazione suggestiva.

Dentro serate così a snocciolarsi in musica strana, giornate a nascondere il proprio sussulto dentro aule universitarie, borbottando tra i corridoi che la vita è così, è una pasta alla puttanesca, è un bel film, sono le chiacchiere con le amiche alleate, sono i desideri o forse sfide che decidi di trascinare avanti.

Perché gli sfortunati eventi. Forse è questione di punti di vista

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 01:29 | commenti (13)
 

PROVE Di confidenza INFORMATICA

(ricordi di Venezia, tutto qui.)

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 00:44 | commenti (2)


sabato, 05 marzo 2005
 

 MY HARDER ROMANCE

 

Ieri sono usciti un sacco di nuovi bei film. E la studentessa fuorisede torna al cinema, sogghignando di desideri nascosti. e. E l'ultima traccia di vita si colora di mille toni e ombre, in un incastro incongruo, ovvero, sfuggire l'istante del respiro per chiudere gli occhi e fermarsi.

In realtà è detestabilmente terribile svegliarsi in un assolato e bolognese sabato mattina e scoprire che le prevendite dei biglietti per tutte le date italiane degli U2 sono finite. E ora. Ora. Potrei gettarmi nella satira congiunta e derivativa, potrei farmi di nuovo prendere in giro, potrei ridere per questa mia vecchia malattia. È che ci sono cose che funzionano nella tua testa e nel tuo cuore come vecchi posti dove poterti rifugiare, come ricordi, come cartoline. Stamattina ad esempio mi sono svegliata pensando a me da piccola sul balcone di casa di mia zia a Chivasso. Non so perché, solo quelle sensazioni che ti danno semplicemente pace. Ed esistono gruppi che creano dentro di te quel qualcosa, nonostante ciò che altri possono aggiungere. Quindi è normale scivolare nel tuo microcosmo insulso d'inferno quando scopri che non li potrai vedere.

 

A parte ciò escono un sacco di nuovi bei film. Chiara torna al cinema, la stupidità avanza, gli amici, le giornate da pigiama mentre Marco sequestra il mio computer, nella mia stanza. Guardare per un'unica sera Sanremo, nonostante la radiocronaca in diretta della Gialappa's mi fa sentire addosso quanto è piccolo e impolverato il nostro microcosmo di italiani. Ogni anno il solito meccanismo che s'aziona, ho cominciato a rimanere attonita pensando a ciò mentre i miei occhi, ieri sera, si incollavano sull'enorme scritta recitante "HUGH GRANT" in alto al palco dell'Ariston. l'ipercriticismo riconosco e ammetto è una dolente spina nel fianco, ma mi sento un po' allergica a queste stantie tradizioni. Che bisogno c'è, gli ospiti, i nomi altisonanti. Me ne dispiaccio, ma non capisco. In queste sere sono andata al cinema, sono andata fuori a bere, ho letto fumetti, sono crollata dal sonno, ho parlato, contrastando la distanza, con carissimi amici.

 

Preferisco pensare ad altro. Anche se quando dentro quest'altro non puoi immetterci del sarcasmo, perché la vita è disarmante quando siamo solo fili invisibili manovrati dall'alto. E io nessuno per parlare.

La parte più difficile è far scendere lo sguardo verso le proprie scarpe per poi sentirsi di nuovo debolmente stupidi perché nella mia testa rotola un sasso e io vorrei solo trovare dei biglietti per vedere gli U2, perché qui ho degli amici che considero la mia seconda famiglia, anche se qualcuna al momento non è proprio fisicamente qui, perché ci sono frivolezze di cuore che non riesco a cancellare, come bambini alle medie, rincorrendosi col desiderio fra le dita.

 

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 21:03 | commenti (5)