Il Cinefilo Errante

   "Avete mai confuso un sogno con la realtà? Avete mai rubato qualcosa quando tenevate la cassa? Vi siete mai sentite tristi? Avete mai pensato che il vostro treno si muovesse, mentre invece eravate ferme? Forse ero solo pazza, o forse erano gli anni Sessanta. O forse ero solo una ragazza interrotta."

 

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venerdì, 25 febbraio 2005
 

FRA LE CHIACCHIERE D'UFFICIO

e già, domenica notte ci sono gli oscar. 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 14:37 | commenti (14)


mercoledì, 23 febbraio 2005
 

QUANDO C. ED S. S'INCONTRARONO così, per caso. (Stralci di chiacchierata mattutina tra me e la sig.a Sabrina)

sabrina scrive:

amica ciao come va?

Mr.Baxter is coming home scrive:

ue

Mr.Baxter is coming home scrive:

ciao amica

Mr.Baxter is coming home scrive:

qui bufera di neve, nn sto scherzando

sabrina scrive:

immagino

Mr.Baxter is coming home scrive:

te come stai amica

sabrina scrive:

non cadere

sabrina scrive:

ieri ho visto luttazzi a teatro

Mr.Baxter is coming home scrive:

NOOOOOOOOOOOOOOOOO

sabrina scrive:

sono andata in camerino a salutarlo

Mr.Baxter is coming home scrive:

E dai racconta

sabrina scrive:

niente

sabrina scrive:

complimenti da parte della famiglia s

Mr.Baxter is coming home scrive:

e e e

sabrina scrive:

e autografo

Mr.Baxter is coming home scrive:

e e e

sabrina scrive:

sul dvd

sabrina scrive:

e terzo spett che vedo in tre anni

Mr.Baxter is coming home scrive:

mannaggia, io mai visto

sabrina scrive:

bbbbbbbbuuuuuuuu

Mr.Baxter is coming home scrive:

pensa che anzi in sto periodo, nn ricordo quando verrà dalle mie parti, a s.donato

Mr.Baxter is coming home scrive:

mannaggggggggia!!!!!!!!!!!!!!

sabrina scrive:

lo amo

Mr.Baxter is coming home scrive:

e lo so, anch'io..tempo fa rivedevo la puntata 2 di raiot, quella a teatro, e c'era anche lui

sabrina scrive:

mi riempie il cuore e la mente

sabrina scrive:

quell'uomo sa fare tutto

sabrina scrive:

c'era un ragazzo che faceva la tesi su di lui

sabrina scrive:

dopo vedo di mettere su un post

Mr.Baxter is coming home scrive:

DEVI mettere un post su di lui, eh!!!!!!!

sabrina scrive:

non sarà un post obiettivo

Mr.Baxter is coming home scrive:

(nn importa se obiettivo o meno, luttazzi è luttazzi)

Mr.Baxter is coming home scrive:

…… …..

Mr.Baxter is coming home scrive:

stavo fuori di testa

sabrina scrive:

si ho capito in ritardo.why?

Mr.Baxter is coming home scrive:

michiate...come direbbe una certa sign.na S. : <<certo che te nn riesci a stare da sola, eh?!?!?!!!>….(quella sarebbe la risposta)

sabrina scrive:

zelanda?

Mr.Baxter is coming home scrive:

no no, tranqui...jon, cuore in pace. tanto ho iniziato a metter via i soldi x il viaggio. prima o poi ce la farò

sabrina scrive:

allora cosa?

Mr.Baxter is coming home scrive:

(...........niente niente.....)

sabrina scrive:

ok

sabrina scrive:

e cmq io sono sensibile...inside

Mr.Baxter is coming home scrive:

sn io che attiro le situazioni complicate

Mr.Baxter is coming home scrive:

ma va che lo so

Mr.Baxter is coming home scrive:

e anche x questo ti voglio bene

Mr.Baxter is coming home scrive:

cmq mi sa che scrivo un altro posterello intimista tristofilo così di getto

sabrina scrive:

tanto pe cambia

Mr.Baxter is coming home scrive:

o no?

Mr.Baxter is coming home scrive:

ah grazie

sabrina scrive:

scherzo

Mr.Baxter is coming home scrive:

lascio perdere allora

sabrina scrive:

no dai

Mr.Baxter is coming home scrive:

uffl...ora nn so + che scrive.(sul blog) mi è scaduta l'ispirazione......

sabrina scrive:

scrivi questo, copia e incolla sta chiacchierata

Mr.Baxter is coming home scrive:

tutta?mi dai l'autorizzazzione firmata?

 

  

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 14:34 | commenti (2)


domenica, 20 febbraio 2005
 

MARCELLO IS BACK IN TOWN

 

Eh. Non ho parole. È domenica ed è tutto fantastico. Splendidamente e magicamente ovattato. Sono una foglia che si adagia sul letto e passa l'intera domenica pomeriggio a fissare la finestra, la neve che cade. Sono una bambina di tre anni è il 1985 e la storica nevicata in lombardia. I pupazzi di neve giganti nel cortile del condominio.

La neve scomparsa, il buio a farle posto. Jon ha una casa di post produzione a Auckland e ha detto che mi darà consigli per la creazione del mio primo corto. E ora sarà su un aereo e mille ore per tornare a casa. Ieri sera invece gran concerto al Tpo per ManiTese, One Dimensional Man, Yuppie Flu, Moltheni, Emidio Clementi e un gruppetto che suonava all'inizio, di cui non ricordo il nome.

Ecco. Ci sono momenti dove potresti esser lì a spiegare dettagliatamente cosa hanno visto i tuoi occhi, cosa hanno sentito le tue orecchie e invece scegli di raccontare cosa, in quegli istanti, ha semplicemente sentito il tuo cuore. Giusto perché la gente che mi conosce da poco afferma che uno dei miei difetti più buffi è la perenne distrazione mentale. Ma è normale, io vengo attratta e colpita da qualsiasi virgola, vibrazione di nuvola, folata leggera di vento. Sono una visionaria. Così. Ascoltando e osservando gli Yuppie Flu la mia lingua esplorava il mio palato, denti in crescita sotto gengiva, la sensazione viva che non potrei non amare un uomo che indossa maglioncini aderenti a giro collo con righe orizzontali. Preferibilmente blu. E poi, il vecchio taglietto sotto al palato scomparso, nel magma eterogeneo del pubblico si levano voci assurde e urlanti, sono i miei amici e ridendo fingo di non conoscerli. Poi sono i One Dimensional Man. Sublimi, meravigliosi, me ne innamoro all'istante nell'incedere musicale. Alla fine scrivo così semplicemente perché non ne capisco di musica ma seguo un vago indefinito istinto. Spaccano, loro è la prima volta che li vedo dal vivo. Passan per le mani vino, birra e i piedi fanno male e fuori da lì a poco pioverà. E quando saran le 3:25 i tre veneti decideranno anche di terminare la performance. Gran serata, formulo nella testa, folto gruppo di amici, alcuni che non vedevo da un po' e a parte l'orecchio sinistro in disuso, persino ora, suppongo che stare troppo vicini al palco, stando sul lato sinistro, accanto alle casse, forse non aiuta. Non aiutava. Così si decide di porre fine alla serata, mentre cammino sola per il Tpo cercando un amico e invece mi trovo di fronte la consolle del sig. tecnico del suono dei tre suddetti musicanti e ricordo di averlo conosciuto, quasi un anno andato fa, ormai, perché abitava con un mio amico. Solo che non mi avvicino, sta lavorando e finito il concerto fugge verso il corridoio.

 

A volte penso che un po' d'elitarismo fa bene. Spegnete la tv, accendete il cervello, io negli ultimi mesi ho acceso solo il computer.

Ci sono prove di maturità nella vita che si risvegliano fra i raggi di un febbraio decadente, o partenze che non vuoi, o amicizie che rispolveri sotto gli occhi lucidi, ma non per altro, ogni tanto accade di camminare e sentir più lucidità e consapevolezza di prima.

 

E come alla fine di ogni storia, tutti tornano a casa. eh

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 20:28 | commenti (12)


sabato, 19 febbraio 2005
 

 DI COSA PARLATE QUANDO PARLATE D'AMORE

Ecco. Continuo a non andare al cinema. Perché apparentemente non c'è nulla che mi attiri più di tanto. Anche se. In questi giorni sono iniziati due nuovi corsi del mio terzo anno di dams cinema. Piacere mi chiamo Chiara e non bevo da: 20 ore. Ho deciso di inserire nel piano di studi un esame che è obbligatorio per quelli del primo anno. Per noi del terzo non esisterebbe nemmeno. Così vado a lezione, giovedì, e mi trovo immersa in una foresta di cinni e mi pare di tornare con un colpo di ciglia ai tempi del liceo. Vado poco al cinema ultimamente, è vero, e la cosa è deprecabile anche secondo le parole di un professore di analisi di film. Tutto sommato, va alla grande.

Ho iniziato tirocinio, dove ormai si sa. Sto inserendo dati, sto scoprendo che ci sono una miriade di festival disseminati per il territorio italiano e per i vari paesi in europa. Fantasmagorico mi verrebbe da dire, peccato la luna storta piompa addosso ad ognuno di noi comuni mortali. Tipo venerdì mattina, seduta davanti ad un i-mac gli occhi accerchiati di sonnelenza alcolica, ancora, e messaggi in tampinamento veloce, e dovevo vedere qualcuno venerdì sera e invece è saltato. Qualcuno che, si badi, nessuno deve sapere. Quindi, l'amarezza del giorno vien così sciolta dentro un anonimo e sconosciuto scantinato bolognese dove amabili vecchietti suonano jazz ogni venerdì sera, dove scuoti la testa, schiocchi le dita lungo note suadenti, fai ciondolare le braccia nell'ondulamento composito dettato dalla musica. Fai pace con te stessa, perché le filosofie orientali, fidatevi, aiutano. Compri l'ennesimo gruppo di sigarette e bevi birra poi in un locale. La notte scivola, mentre ti riaccompagnano a casa in auto, mentre lo sguardo sbircia fuori dal finestrino, bologna la grassa s'impegna, s'impenna dentro le viscere del buio occulto, dietro i vagabondi serali dietro gli sguardi spenti, verso un letto. Ma queste sono cose che si sanno. Quanto una straniera possa dopo tre anni amare bologna. Tutto sommato logico, si pensa.

Ti ritrovi fra le dita una risposta da inviare. Sabato, algido e solarizzato sabato pomeriggio di turno di pulizie. Fra le dita una risposta, una mail amara e dolorizzante da mandare, rinunciare, ovvero, ad andare a Berlino senza riuscire a formare un perché. Collegando tutti i puntini neri del disegno, sì ho sei anni e mi diverto a fare le parole crociate e riempire spazi annerendo i puntini e alla fine i conti non tornano. A volte accade che non sai formulare un perché. Così lasci che il sign. Jon B. se ne torni in Nuova Zelanda, lasci che il festival di Berlino finisca, domani. Senza chiedere perché. Ma succede, di scrivere mail che non vorresti scrivere, succede di voler condensare in un foglio agglomerati di parole difficili. So che ne arriveranno ancora di mail così, e so chi dovrà aspettarsi parole così.

Ma cucini pollo affumicato, tartine salate e cene dimenticate. Risfogli foto andate e non sai cosa accadrà nei giorni a venire. Buffo. Come quando avevo sedici anni. Invece lucidi le tue scarpette gialle, sorseggi acqua, leggi Bazin perché hai deciso che preparerai Storia delle teorie del cinema a breve e. Deglutisci parole su un vecchio cartone qua, temporeggi là. Nell'immobilità del febbraio sfuggente, non c'è nulla di spettacolare, ho solo visto che uscirà il nuovo film di Veronesi, "Manuale d'amore" con Muccino jr e Verdone e la Buy e solo mi chiedo perché ci sia ancora tutto questo bisogno di stendere all'aria le nevrosi quotidiane, l'abbandono etc. l'amore etc. il sentimentalismo etc.

Forse andrò a vederlo. Giusto per capire perché si facciano ancora film così.

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 21:47 | commenti (8)


martedì, 15 febbraio 2005
 

JUST IN CASE, YOU DIDN'T REMEMBER

mah, per vedere se queste maledette foto che ogni volta infilo nel blog restino o meno. chissà che fine fanno, forse inghiottite nel magma dell'etere. per ricordar a me stessa. che tra l'altro giovedì inizieranno i miei tre mesi di tirocinio, e la mia dilatazione spazio-oculare, il mio scrivere e collaborare qui. così. tanto per.

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 20:28 | commenti (14)


lunedì, 14 febbraio 2005
 

 A BOLOGNA FA DISCRETO CALDO. A BERLINO NEVICA

Accadde che splinder cancellò trenta minuti di spremuta concentrazione scrittoria. così riparti da capo, nel tessere le lodi di un momenti di stasi, e pare come di essere sospesi, un piede a terra e l'altra gamba sollevata, il gomito a toccare il ginocchio della gamba sollevata, il braccio disteso, esattamente come quando stai controllando la gravità della tua pressione alcolica. Così, non si fa molto, pare di non far nulla. Un esame alle giovini spalle, un altro esame da preparare, esami così, parcheggiati all'orizzonte, cazzeggio di sottosuolo vacuo. Sembran secoli che non vado al cinema e così è, non vado a concerti, meeting, reading, sottoposta all'autoanalisi studiante, o meglio dell'estudiante, in stasi logica, sentimentale, metodologica. Sono stata a una festa di un'amica in partenza per l'erasmus, ho rivisto gente, ma nulla di entusiasmante.

Mi son svegliata stamane e la cassetta della posta recitava un piccolo cd contenente foto di Venezia che aspettavo da Settembre, il buon amico Maurizio che finalmente si decise a spedire la busta. e cari vecchi dorati ricordi del festival del cinema. Mi son svegliata stamane e la cassetta delle mail recitava un invito di anglofono raggiungimento verso Berlino. astonishment. Non capisco se è comprensibile, ma quando attendi a lungo una risposta poi nell'istante in cui questa arriva, ecco, resti galvanizzata. e non ti muovi, ed ogni cellula o fibra di te resta immobile in rifiuto totale di movimento, disegno, acrobazie logiche. rifiuto. totale.

quando non hai voglia, e non pensi che gli altri. nella stasi di un febbraio di insolito caldo non pensi a cosa hai fatto o a cosa non hai fatto, credi solo di andare avanti, per la tua strada zen. smetti di pensare a chi ti capisce, a chi non riesce, a chi ha smesso di ascoltarti e di parlarti. non pensi. e basta

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 21:34 | commenti (10)


giovedì, 10 febbraio 2005
 

 

MEGLIO DI COSI'

a parte tutto e tutti. commentari deliri da blogosfera, invece che lanciarli nei giorni bui e pesti andrebbero risparmiati per le notti di luna piena. comunque. si è in tanti a non stare bene, evidentemente. Giusto pensavo a quanto la mia vita in questi giorni mi ricordi certe cose viste qui. mah

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 01:53 | commenti (11)


mercoledì, 09 febbraio 2005
 

WHEN HE BLEW ME A KISS FROM THE FLOOR 

Se esiste la nausea delle quattro di notte, allora esiste anche il non tempo per scrivere stronzate su un blog e il tempo per arrivarci e finire le tue non ore di sonno. ecco. Se è dunque lecito bluffare, cercando di schiacchiare con minor veemenza possibile i tasti neri del notebook al fine di NoN svegliare l'adorata coinquilina che dorme più in là nella stanza, dunque. Decidi che cinque libri non bastano per condire un pre esame. chè non lavori, anzi, meglio, non fai strabilianti lavori che potrebbero far sbrilluccicare d'oro gli occhi di una giovane diciottenne. no, un paio di giorni e cinque libri per condire un candido piatto possono far anche posto ad un mattone, tal "America Oggi" di Robert Altman, giusto perché in questi giorni anche Carver gira veloce dentro la mia testa. deve. E nei rumori sospetti di un condominio alla prima periferia fuori mura bolognese, oltre ad un non so ché di giallo detective, ti sembra di annusare nell'aria anche impavida latente stanchezza. poi volevi solo dire che a volte l'università rompe, che a volte davvero, come accennava un certo qual qualcuno che ogni tanto si fa sentire dando del Lei, che forse scivolare Qui, e qui intendo il gran bancone del blog, spesso assomiglia ad una sbronza andata male, spesso finisci per dare il la a cose senza senso. solo che non riesci a dormire, caffè troppo ben funzionanti, una testa che gira, i ricordi, carnivali passati ad incrociarsi, ambrosiano-da-me&romano-qui-ora intendevo. che non sempre è supposto di scrivere buoni post. che ogni tanto si scivola, e nel cuore della notte 

poi potrei dire che ho conosciuto qualcuno. che non ho notizie di qualcun altro. che certo snobbismo milanese, di quelli che il lavoro assorbe ogni insignificante retrattile bisogno di scarna umanità. che vien da ridere pensando a quando spiegavi, a qualcuno, il mondo insito e il perché dietro la parola 'blog'. che qualcuno a volte sembra sparire dietro le tende. che altri leggono messaggi cifrati nelle trasversali congiunte fra una stella e l'altra. che altri sfuggono con treni verso il sud. che altri aspettano. che altri impugnano digitali professionali e iniziano a filmare accanto ad altri che hanno talento che un giorno spaccheranno e certe cose le senti, quando qualcuno sai che andrà avanti. che la prossima settimana inizierà il mio tirocinio in mezzo ai festival, all'organizzazione di festival al mercato dei festival. festival di cinema, iu oh uh.

che gran parte di questa gente. potrei indicare col dito indice dove andarli a pescare. ma devo studiare devo studiare devo studiare. de v o  st u di a re .

capita di essere ricoperti da venature dolci che tiportano in là, come onde sulla riva. il sole alle spalle e il ricordo che brucia sulla pelle. perché quando sei troppo giovane, non importa se prima o dopo o attorno ai venti, quasi nessuno ti dice che la protezione40 non è la più indicata. sullo scaffale del supermercato era la protezione totale quella da portare alla cassa.

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 04:30 | commenti (22)


mercoledì, 02 febbraio 2005
 

 

QUALCUNO CANCELLI L'INVERNO DALL'ALFABETO, PLEASE

 

Ieri sera si era tutti all'anteprima del corto di Marco. Una cucina e universi paralleli buttati lì ad incrociarsi, davanti al mio primo piano. Preoccupante o forse solo imbarazzante. Nella pausa accademica che intercorre fra primo e secondo semestre accademico si staglia il febbricitante momento della stasi. Un corso di teorie sul cinema ormai alle spalle, ti chiedi perché tanti registi attuali non possano prendere e aprire "Che Cos'è Il Cinema" di Bazin, e forse fare film migliori. Scorrendo con la testa per le strade di Bologna, un mese ormai andato ché non torno nei pressi di casa, nei pressi di Milano. Idee, progetti, vagabondaggi zen disseminati come riso che cerco di mangiare, attraverso nere e lucide bacchette giappo. Da quando ho un portatile la quantità di sigarette si è innalzata, la tv ormai archiviata. Pubbliche relazioni diffuse, soccorso di persone speciali in avanzamento, nuove tracklist create, sorseggiando thè e pensando a quanto è scomoda la singletudine. Anche. Se la beatitudo zen spesso aiuta, è una mano che ti accompagna verso i viali disilluminati delle sette e un quarto di sera, i pochi film visti nel recente passato. "Alla Luce Del Sole", il nuovo film di Roberto Faenza, sul Don Puglisi ucciso dalla mafia, il nuovo film di Woody Allen, una quantità abnorme di film in uscita. Ma nulla di davvero esaltante. Buttando l'occhio dentro le rughe di febbraio. Forse andrò a vedere "The Aviator" ma solo per curiosità. Forse il nuovo film di Pupi Avati, ma solo per Claudio Santamaria. E poi. "Finding Neverland" visto a Venezia. Il nuovo film di Jean-Pierre Jeunet con Audrey 'amelie' Tautou, il suo amato e la prima guerra mondiale. mah. O il cast vetrina multi luccicoso del "Mercante di Venezia" in uscita l'11 febbraio. O l'ultimo film di Mira Nair, "Vanity Fair" non catturato nella visione a Venezia. O l'ultimo test di funzionalità per le doti recitative di Accorsi, con Valentina Cervi in "Provincia Meccanica" di Stefano Mordini, in uscita sempre a febbraio. Pare. O "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa". Quella cosa fatta da Asia Argento, trasposizione del libro di J.T. Leroy. Che se qualcuno vuol spiegarmi questo fenomeno ne sarei felice. Perché stando alle pagine di "Sarah" personalmente qualcosa mi è sfuggito. Tipo cosa ci fosse di geniale. Forse, quando la realtà supera la finzione e scatta il fenomeno mass mediatico e tutto appare più interessante di. Mah.

È che quando ti metti a sbirciare nel ciò che verrà. Nel non fidarsi mai dei consigli altrui. Nei giorni freddi che sembrano non passare mai. Nell'inutilità della ragionevole instabilità sentimentale, umorale. Bologna è prendere un caffé ad un bar, uscire con gli amici. Guardare fuori dalla finestra cosa accadrà domani.

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 00:42 | commenti (11)