Il Cinefilo Errante

   "Avete mai confuso un sogno con la realtà? Avete mai rubato qualcosa quando tenevate la cassa? Vi siete mai sentite tristi? Avete mai pensato che il vostro treno si muovesse, mentre invece eravate ferme? Forse ero solo pazza, o forse erano gli anni Sessanta. O forse ero solo una ragazza interrotta."

 

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domenica, 30 gennaio 2005
 

WISHFUL  THINKING

ci sono strade che si incrociano e creano kaos. ci sono ricordi che hai chiuso in un cassetto e non ti vergogni ad ammettere che è stato strano riaprire quel cassetto dopo tempo, poco tempo, solo grazie ad una telefonata serale. Ci sono sere dove esci e ti infili tra parole che non vorresti stessero lì, a gironzolare attorno a te. Ci sono altre sere, come ad esempio ieri sera, dove ti ritrovi ad osservare qualcuno con occhi dolci ed adoranti, ma accanto c'è già qualcuno, col passo veloce. pronto a flirtare col tuo oggetto del desiderio. Lo so che è stupido ma diventa inevitabile, tornare a scrivere, come fosse un'intercapedine invisibile e lasciarci penetrare la confusione più insita del tuo ego, così tanto da sembrare un blog-diario post-adolescenziale o forse nemmeno tanto post e. è che quando sono le quattro di notte e il sonno è scivolato via, torni da un'osteria nel cuore bolognese con un vago sapore di disagio sulle labbra. Ma non è il disagio ciò che resta davvero. Avresti solo voglia di raccontare al mondo quanta voglia esiste di prendere un treno e andare in germania. quanta voglia ci potrebbe essere nel pensiero soffice e acuminato di rivedere qualcuno che hai conosciuto ad una festa, con cui hai parlato per una sera intera, parole che scorrevano all'infinito fino al nucleo stretto della notte, scambiandosi frasi ed esperienze, sorrisi e alcolica spensieratezza. Spensieratezza perché ti becchi il colpo di fulmine (succede davvero?davvero?), vivi quel momento, quella serata e poi notte, ed è plausibile se, nel fulcro stretto della notte, non ti accorgi che poi quella persona, forse, non la rivedrai mai più? anche se poi qualcuno. Qualcuno che ha amici in Nuova Zelanda, e allora ti dice dall'alto del distacco d'esperienza che sono cose percepibili, è sicuro, vi rivedrete. o Qualcun altro che sospira tra una portata e una cena che vince l'azzardo, che osare è giusto, che partire è bello, che. o Qualcun altro che nel mezzo di foto-ritocchi e storyboard enuncia la consapevole chiarezza del fallimento. Così, supporti e attacchi tendono ad equivalersi, e se il mondo fosse più semplice, vorrei correre con la forza del pensiero verso tutte le persone per me speciali, quelle con gradazioni di intensità diverse ma forti, correre verso tutti i foto-ritocchi, verso parole serie battute al computer, verso capelli biondi corti e curati. se tutto fosse semplice e bello come un film di Tati. surreale e sublime. La realtà non coincide quasi mai con i sogni più arzigogolati, se uno ci fa caso. anzi. Spesso scopri l'opposto e il contrario. Spesso. non riesci a fare a meno di scrivere, ti colpisci il capo per la tua instancabile e allegra stupidità, guardando vecchie foto di settembre, con il mare adriatico alle spalle.

ok stavo scherzando. da domani si torna seri e si parla di cinema. basta siòcchèzze.

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 04:42 | commenti (4)


mercoledì, 26 gennaio 2005
 

 chiara e l'arte di farsi del male

ho un terribile mal di schiena. e ci sono giorni dove non vorresti avere un blog sul quale scrivere liberamente senza razionali freni, dove vorresti smettere di ascoltare troppo la traccia numero due di "Dummy" dei Portishead. solo premere 'pause' e prenderti una sana bella vacanza. in germania magari. o più in là, giù, chissà. cos'è la razionalità. e poi volevo solo dire che era Auckland. con la a e non con la u. ma tra qualche giorno tornerà la mia adorata amica Sabrina. e mi aveva detto di farlo sapere. e. just too much tired to stop crying.

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 02:00 | commenti (11)


lunedì, 24 gennaio 2005
 

LO ZEN E L'ARTE DELLA CHIUSURA FESTIVAL CON PARTY

una testa che corre veloce, in inglese. l'ultima sigaretta prima di cena. Questa notte, era attorno alle 4:00 e camminavo veloce su una nuvola, con qualche lacrima, pensando. la stupidità che scivola via dalle mie dita, la testa si avvolge in vortice su se stessa, camminando. su una nuvola. leggera, la serata, e poi la notte, le 22:00 e poi il vino, la festa di chiusura del FFF. gente che ti chiede bicchieri di rosso italian wine e la notte che scivola. la solita stolta stupidità e chiacchiere di una confidenza dolce ed estesa, col tuo capo. futuro. prossimo. seduti ad un tavolo, incontri, re-incontri gente intravista, gente conosciuta e perdi la testa, lungo la strada, disseminata di nuvole e stelle e poesia. attendo la cena, il freddo che incute timore è tutto andato. Ho amato "Il castello errante di Howl" di Miyazaki, ho adorato "Strings" di Andres Ronnow-Klarlund. ho sentito il cielo vibrare e il mio fegato gemere e la mia resistenza a non vomitare giusto prima di chiudere gli occhi e addormentarmi, senza pensare che stamattina sarebbero state le 08:30 la mia sveglia d'ufficio, e la corsa ancora da sbronza verso Palazzo Re Enzo, verso lo smantellamento generale, la chiusura ormai totale. chissà cosa, il futuro. Spingere lo sguardo oltre, verso la finestra. e magari sognare l'oceano, Pacifico, ricordare luna rossa, Oakland, e la Nuova Zelanda. Qualche lacrima cade, quando sei giovane e stupida, urla l'ego distorto, e mentre lavori e scrocchi vino rosso suadente e buono e la notte cade alle tue spalle, mentre sfoggi un inglese galante. Sviolini poesia, mentre i passi tornano verso casa, mentre qualcuno afferra un'auto in noleggio e scorre con un sorriso verso Amsterdam. Ci sono blocchi che prima o poi cedono, quando pensi che non ti ri-innamorerai mai e qualcosa scricchiola, quando meno te l'aspetti, e prima o poi l'amore arriva, decantava Benni. e allora il freddo nelle ossa, nel giorno più semplicemente sublime, scoprire che il 19 luglio sarò a milano, per forza, a vedere il mio gruppo preferito. quello con due lettere. e la prima era una u, come ustione. Cerebrale. quando è mattino, e poi pomeriggio, e poi è sera, fa un freddo che scioglie la tensione muscolare ma non la tristezza, ed ecco tornati dalla vacanza. tornati alla realtà

esami. tirocinio. esami. esami. studio. freddo. ghiaccio condensato nelle ossa, una routine che si snoda, il tempo che vola leggero. il destino, sussurri. pensando che le infatuazioni non esistessero più. ci saranno altri film, altre notti, altri mondi da scoprire. fa un freddo indescribile, mentre combatto ancora i postumi alcolici e i tentativi di cancellare un'incancellabile sbronza maldestra. un misto di vino e alcol, ancora schiacciato contro le labbra.

(letters to john, sussurri. to john.)

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 21:07 | commenti (2)


sabato, 22 gennaio 2005
 

COME QUANDO 

il FFF sta finendo. mi sono ritrovata a lavorare in un ambiente strano ma sono riuscita a scoprire delle perle, attorno a me. voci e volti che so mi mancheranno, perché le cose compresse, i dettagli racchiusi, i respiri corti, nascondono poesia. così sai che presto finirà tutto e si tornerà alla solita vita, come quando torni da una vacanza. perché sai che dopo la vacanza sarà diverso. comunque.

così, la malinconia storta. e nemmeno un paio di acquisti freschi e novelli riescono a compensare. Un pomeriggio ad osservare il making of di un programma di rai sat, quella vecchia dannata incancellabile ebrezza di stare su un set e osservare col cuore in gola e bavetta alla bocca, e poi sigarette nel freddo a chiacchierare di cinema con gente del settore... cose stupide e fragili ma che vanno a riempire il vuoto di certe giornate. e la stanchezza, e certo vuoto. che fa sfuggire parole razionali. solo infinitesimali mal di schiena e fame. cibo. crollo.

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 20:09 | commenti (10)


giovedì, 20 gennaio 2005
 

 LEAVE ME ALONE COS' I'M A WRITER

Giorno due di festival, giorno di tre di personale apocalisse. Starò a Palazzo Re Enzo fino a lunedì mattina, wow, intercalare, sonno, stanchezza. Una delle cose più buffe è stato scoprire quanto sono simpatici i tizi che lavorano al Caffé La Linea. L'altra cosa bella è vedere il ghiaccio e la neve attorno sciogliersi, dopo martedì. Direte, ma ha nevicato Martedì Sera, sì ma certa neve si forma non solo all'aperto. è bello vedere il ghiaccio fare posto al sole, e dopo tre giorni iniziare a provare una certa dolce abitudine verso luoghi, volti, voci. Succede. Comunque, giorno tre, dicevo: sigarette: poche - ottimo. caffè : tre (sempre meglio di ieri, quattro). punti amicizia/sorriso raccolti nel luogo di lavoro: 40. fotocopie fatte: 200 (ieri 500, non sto scherzando). film visti: zero. resistenza cerebrale: 5. resistenza 'corporea' : 4. Oddio sembro una scrittrice di romanzi/diari rosa....Comunque la cosa più buffa sono i film che spero di vedermi presto. Invece, giustamente, stasera me ne vado a vedere uno che non c'entra nulla. ma ce la farò. se lo cantano anche i Cake, ce la farò anch'io.

Ah, domenica mattina lì a palazzo re enzo c isarà Elio a parlare di pirateria multimediale. grandissimo.

(lastanchezzamicatantolatentediChiara)

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 21:26 | commenti (2)


mercoledì, 19 gennaio 2005
 

WELCOME TO A NEW SURREAL WORLD

gli imprevisti disgreganti. quelli che ti prendono e ti portano via. Stamattina mi sveglia una telefonata, e pensare che non tengo mai il telefono acceso, di notte. e oggi pomeriggio ero a Palazzo Re Enzo a lavorare al FutureFilmFestival. direi che è bello, direi che non è male. Direi. che oggi come prima giornata è andata, ho visto dei bloggers aggirarsi per la sala ritiro accrediti, ho conosciuto persone simpatiche e un bel bel po' di persone spocchiose. fico. Sbadiglio, scusate. Comunque il programma è seriamente bello peccato che gente come Miyazaki o nomi come Steamboy o Shark Tale siano già passati da Venezia. mica tanto anteprime. comunque. L'ambiente fa tutto, disse il saggio. l'ambiente crea, distrugge, ma quando il salario scende dal cielo come stelle di polvere dorata beh, si raccolgono anche i frutti strani. forse. a volte. Nel senso, che è come camminare in mezzo a sguardi sospetti, come fare la donna informazioni in una sala piena di gente ignorante che ti snobba o ti crede pazza mentre tu cerchi di far capire che No, la fila per gli accrediti culturali è a sinistra perché invece A Destra c'è la fila per gli accrediti stampa, perché No, oggi non è ancora aperta la sala stampa, é perché ti guardano e non vedono in te alcun segno di tangibile FutureFestivalità. evidentemente. e Certo che Le Pubbliche Relazioni sono sempre gran cose, che la pazienza è nylon con cui giochicchiare, fra le dita, mentre leggi riviste di computer graphica e pensi. rifletti, così. Che l'atmosfera Dentro un festival è ben lontana da quella Attorno a un festival. Ma soprattutto che la stanchezza e la voglia di un letto talvolta riesce persino a perforare il cervello più fino ed appuntito. So solo che domani inizierà tutto e con amabile probabilità mi beccherò poco. spero almeno nel cocktail party di apertura di domani sera. ah. tono sarcastico e risata dogmatica per un collo arrugginito e sorrisi di imbarazzo assolutamente non riproducibili. solo una stupida frase che mi ha rincorso per questa prima giornata di lavoro festivaliero. E alla fine, vi dirò, sorrido, perché a un certo punto il mio responsabile di sala ha chiesto se qualcuno aveva per caso un cd di musica, e io avevo il mio lettore portatile e mi è sembrato così naturale lasciare nelle sue mani quel mio novello accompagnatore di camminate, e così sublime, come un sorriso che ti fa spiegazzare le guance e indolenzire i muscoli facciali e il tutto, guardando la sala accrediti riempirsi della mia musica, e ascoltare la gente in fila verso un accredito plastificato. Sussurrando "Strangeways, here we come" e "The Queen is dead" degli Smiths diffondersi attorno a me.

e comunque, concludendo, io sto col nemico. e qualcuno sa di ché parlo.

(dimenticavo, presto, prestisssimo anzi, scriverò anche qui. non ho ancora capito perché lo sto facendo ma è che credo fermamente nell'amicizia. sapete. tutto qui.)

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 00:54 | commenti (4)


domenica, 16 gennaio 2005
 

 

 SE MI STROPICCIO GLI OCCHI

 

Il ritorno a Bologna ha portato il ritorno alla normalità cinefila e quindi, il ritorno al cinema. Ho visto "Che Pasticcio Bridget Jones". Mi sono ritagliata un angolo di femminismo, per così dire, ovvero andare al cinema con un'amica e farsi due risate cercando di dimenticare il resto. Il resto però implica sempre giochi strani, tipo una certa immedesimazione o ricerca di quest'ultima e allora finisci per credere che non è giusto, un avvocato di successo e un giornalista casanova non esistono nella vita di una 'donna' comune, magari anche incline alle gratuite calorie di troppo, alle sigarette, sempre di troppo. Così, nel mezzo di tazze con latte e zuccheri rincorsi per casa, dando il la all'ultima sigaretta, penso. Dopotutto lo stronzo di turno e il buono, sempre di turno, alla fine bene o male si può trovare in qualsiasi percorso sentimentale femminile. Che fare. Scegliere la passione ardente ma senza futuro, o buttarsi e credere nella bellezza timida e pacata? Il punto è che il primo "Il Diario di Bridget Jones" del 2001 graffiava bene questo dualismo ma soprattutto era l'exploit sul grande schermo di un romanzo ormai sulla bocca di tutti. (non sulla mia però, chiedo venia. non ho mai letto i due libri della Fielding...). Si diceva, che in fin dei conti è tutto una mera operazione commerciale. Che il Bridget Jones capitolo numero due comunque doveva uscire e che i paragoni sono sempre inevitabili ma inutili. Sono le solite risate leggere, forse in certi punti un po' forzate, ma in una sera di gennaio, quando non sai minimamente ché pensare del tuo futuro, soprattutto sentimentale, uscendo dal cinema ed accendendo una sigaretta puoi anche pensare che dopotutto è stata una serata non male.

 

A proposito invece del film di lunedì scorso, "Confidenze Troppo Intime". Ché dire, mi è piaciuto davvero. Andare al cinema senza particolari pretese è sempre una giusta mossa da adottare. Ti siedi, in perenne inscindibile ritardo, accanto a volti che adori fin al midollo della tua essenza, e il delicato umorismo francese ti avvolge, ti trascina dentro una storia anche assurda, forse poco credibile, ma ne sei coinvolto. I dettagli del volto del protagonista (Fabrice Luchini) sono tra le cose più difficili da cancellare, nel post-film, quando ripensi a quegli occhi azzurri strabuzzati di fronte a tutte le stramberie stralunate che gli piombano addosso nel film. E Sandrine Bonnaire decisamente nevrotica e perfetta. E non è facile, chiusi dentro il buio della sala, zittire la mente e non correre col pensiero a quel suo film con Isabelle Huppert, "La Cérémonie" di Claude Chabrol, tradotto in italiano come-non-ricordo-come, dove la Bonnaire era una cameriera analfabeta e manipolabile, la Huppert una postina, e alla fine le due sterminavano la famiglia per la quale la Bonnaire lavorava. Agghiacciante. Il buio oltre la mente, forse l'avevano tradotto così.

 

Insomma. I bei film che restano, i film mediocri che dopo una settimana svaniscono nel fondo perduto della mente, e i film che prima o poi arriveranno. Penso al momento 'trailer' prima di ogni film. Quando la pubblicità tampona il fiatone causato dall'ennesimo eccessivo ritardo, le luci si spengono e il film non inizia. Perché accade. davanti a te si materializza l'ormai, oggetto del desiderio. biondo. E sospiri, tra te e te, che ecco, di quel film ne avevi già letto, perché di remake di un film del 1966 si tratta. Allora come protagonista un altro biondo e ineccepibile, brillante Michael Caine (che, perdonate la sviolinata, ma è affascinante persino quando è una donna Vestita Per Uccidere...)e di certo questo esemplare di britannico uomo sembra risplendere di rigogliosa bellezza, ogni secondo di più. E cercando di non scivolare nella terra del delirio, affermi con sagace volontà che ora sai qual è il vero film da aspettare. Forse sto scherzando. Il giorno sarà 4, marzo aggiungono. E se l'attesa. Sia. caro Jude

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 20:45 | commenti (12)


sabato, 15 gennaio 2005
 

 

TEORIE E TECNICHE DELL'INDUGIO

 

 

Questo non c'entra nulla. Questo è perché sono le due di notte, è perché non sono una persona seria che quando scrive non riesce a non parlare di sé. Questo perché il mio karma immutabile mi riconduce costantemente alla tristezza. Questo perché vivo in mezzo a persone vicine e lontane che non mi capiscono. Questo perché sono le due di notte e sono un po' triste. e volevo scrivere qualcosa di intelligente, volevo parlare di un paio di film che mi giravano per la testa, di un film divertente appena visto. Volevo dire che ora capisco certo disagio raccontato, volevo dire che so cosa vuol dire sentirsi soli. e che non volevo fare un passo in là e cadere. pensare a quanto mi mancano certe persone. Solo che volevo essere diversa, tutto qui. 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 01:03 | commenti


venerdì, 14 gennaio 2005
 

 

AVEREVENTANNI o SALTARELACENA

 

c'è semplicemente qualcosa che non va. Qualcosa che non va. Connessioni veloci, pensavi corrispondessero a campi di grano da smaltire, percorrere, vivisezionare. A tratti la sensazione di avere il mondo ai tuoi piedi, a tratti lo smarrimento come vento leggero.

Oggi ero a lezione. Storia delle teorie del cinema. Pensavo al programma nuovo di Massimo Coppola, "AvereVentanni". Pensavo ai vari messaggi letti qui, e non è che mi pare di averci capito molto. Forse è sempre difficile guardarsi allo specchio. Forse mi sfugge la grammatica raminga delle varie puntate. Forse. Ventanni indaffarati, ventenni sconclusionati. Ventenni assorti, assorbiti nei vortici discotecari, nella musica. Non avevo mai pensato ai ventenni come luogo di studio, zona da analizzare. Invece accade. E forse il senso sta nella solitudine della nebbia, nei posacenere sempre troppo ricolmi, nei cd creati, nei cd scambiati, nelle dissoluzioni dei rapporti, nei fraintendimenti, nelle sconfitte. Ci sono giorni sì, giorni no. Giorni dove riesci a tirar su di morale il mondo, mentre tu osservi e commenti da un angolo dell'inferno. Capita di essere imbottigliati nei venti e giù di lì. suppongo

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 00:31 | commenti (8)


martedì, 11 gennaio 2005
 

 

PERHAPS, PERHAPS,PERHAPS

 

e poi una sigaretta. Un notebook, laptop. parole nuove, una stanza bolognese e connessioni senza più confini. Il profilo delle notti insonni e delicate. il profilo del vento, del ritorno a Bologna. Serate da "Confidenze troppo intime" accanto a sguardi velati, trame forse facilmente prevedibili, tecnica sublime. Leconte, è Leconte. e poi la dispersione temporale. che dal pensiero si stacca e diventa virtuale fatta di file, mp3,nomi, indirizzi. soporifera.notturna.soporifera. e poi ricambi di caratteri, vagheggiamenti. Sì, vagheggiamenti. qualcuno a cui pensare. qualcuno a cui non pensare. qualcuno a cui non riesci a non pensare. qualcuno che ti sfugge. qualcuno che pensi spesso. una patente per poter guidare in mezzo al traffico delle sei del pomeriggio. quei qualcuno, dai riferimenti cifrati, da spesse lenti d'osservazione. qualcuno a cui sorridere perché non sopporta aggettivi zen.

così,

 notti insonni a delineare una retina appesantita che domattina parlerà e affronterà il mondo. quello universitario. per intendersi.

 

 

 

And so it is

just like you said it would be

life goes easy on me

most of the time

and so it is

the shorter story

no love no glory

no hero in her skies

i can't take my eyes off of you

and so it is

just like you said it should be

we'll both forget the breeze

most of the time

and so it is

the colder water

the blower's daughter

the pupil in denial

i can't take my eyes off of you

did I say that I loathe you?

did I say that I want to

leave it all behind?

i can't take my mind off of you

my mind

'til I find somebody new

 

sapientemente ed erroneamente blaterato daGogo | 03:17 | commenti (10)